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	<title>Scienze Blog &#187; inquinamento</title>
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		<title>I SATELLITI PER MONITORARE L&#8217;INQUINAMENTO</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 07:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jade_laxolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Climatologia]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ossidi di azoto]]></category>
		<category><![CDATA[piogge acide]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti per controllo inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal  Max-Planck-Institut per la Chimica di Mainz, in Germania, arriva un nuovo sistema per misurare la concentrazione e il tempo di sopravvivenza degli ossidi di azoto, basandosi unicamente sulle correnti<a class="more-link" href="http://www.scienze-blog.it/climatologia/i-satelliti-per-monitorare-linquinamento.html">Continua</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scienze-blog.it/files/2011/09/smoke-fog-smog-inquinamento-mondo-fisher-washington-american-geophysical-union.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-353" src="http://www.scienze-blog.it/files/2011/09/smoke-fog-smog-inquinamento-mondo-fisher-washington-american-geophysical-union-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Dal  Max-Planck-Institut per la Chimica di Mainz, in Germania, arriva un <strong>nuovo sistema per misurare la concentrazione e il tempo di sopravvivenza degli ossidi di azoto</strong>, basandosi unicamente sulle correnti d’aria e le rilevazioni eseguite dai <strong>satelliti.</strong></p>
<p>Il metodo potrebbe rivelarsi estremamente utile per valutare i <strong>livelli di sostanze inquinanti</strong> prodotti nelle città dei paesi in via di sviluppo, dove le rilevazioni ambientali sono effettuate con meno frequenza.</p>
<p>Gli <strong>ossidi di azoto</strong> oltre a essere <strong>tossici</strong>, contribuiscono alla formazione di <strong>piogge acide</strong>, agiscono da precursori di aerosol inquinanti e catalizzano la formazione di <strong>ozono</strong>.</p>
<p>“ <em>Questo metodo rappresenta un passo in avanti rispetto ai modelli attuali poiché consente di avere delle informazioni più precise per ogni luogo preso in esame</em>”, ha spiegato Steffen Beirle su Science. “ <em>I modelli precedenti, invece, sovrastimavano o sottostimavano la persistenza di queste specie tossiche</em>”.</p>
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