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	<title>Scienze Blog &#187; clima</title>
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		<title>VERSO L&#8217;ANTARTIDE PER UNA NUOVA RICERCA</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jade_laxolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[10 ricercatori di Cambridge si stanno preparando per raggiungere nella prossima settimana il freddo lago glaciale Ellsworth, nel West Antarctic Ice Sheet (Wais). Si tratta di un fiordo rimasto isolato<a class="more-link" href="http://www.scienze-blog.it/news/verso-lantartide-per-una-nuova-ricerca.html">Continua</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scienze-blog.it/files/2011/10/web-banner-ellsworth.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-369" src="http://www.scienze-blog.it/files/2011/10/web-banner-ellsworth-300x121.jpg" alt="" width="300" height="121" /></a>10 ricercatori di Cambridge si stanno preparando per raggiungere nella prossima settimana il freddo lago glaciale <strong>Ellsworth</strong>, nel West Antarctic Ice Sheet (Wais).</p>
<p>Si tratta di un <strong>fiordo rimasto isolato</strong> sotto 3 chilometri di ghiaccio antartico per almeno 125mila anni.</p>
<p>Scienziati, ingegneri e personale di campo del <strong>British Antarctic Survey</strong> stanno per trasferirsi per un periodo di circa 8 settimane in un ambiente tra i più estremi, dove la temperatura non scende sotto i –25°C.  Il loro compito, per ora,  sarà solo quello di preparare il campo per le missioni successive. Tra un anno altri 10 ricercatori bucheranno i ghiacci per far scendere una sonda in titano e  raccogliere campioni di acqua e sedimenti, cercando di ridurre al minimo ogni contaminazione.</p>
<p>+ info &#8212;&gt; <a href="http://www.antarctica.ac.uk/" target="_blank">www.antarctica.ac.uk</a></p>
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		<title>POLO SUD INVASO DAI GRANCHI REALI</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jade_laxolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Climatologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un altro segnale dei cambiamenti climatici si sta verificando al Polo Sud, e molto in anticipo rispetto alle previsioni. Queste fredde terre sono state invase dal granchio reale, un tipo<a class="more-link" href="http://www.scienze-blog.it/climatologia/polo-sud-invaso-dai-granchi-reali.html">Continua</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scienze-blog.it/files/2011/09/granchi-reali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-318" src="http://www.scienze-blog.it/files/2011/09/granchi-reali-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Un altro segnale dei <strong>cambiamenti climatici</strong> si sta verificando al <strong>Polo Sud</strong>, e molto in anticipo rispetto alle previsioni.</p>
<p>Queste fredde terre sono state invase dal <strong>granchio reale</strong>, un tipo di granchio largo fino ad un metro che divora tutto ciò che trova sul suo cammino.</p>
<p>Questa è solo l&#8217;ultima di una lunga lista di conseguenze dovute al riscaldamento globale: tre anni fa, il New Scientist aveva predetto che <strong>una situazione del genere si sarebbe verificata</strong>, ma si aspettava che un innalzamento tale delle temperature accadesse <strong>solamente fra 100 anni</strong>.</p>
<p>L&#8217;habitat naturale di questi granchi è il Mare di Ross, a Sud della Nuova Zelanda: ora però sono state registrate colonie di granchi nei bacini antartici e nel Sud America.</p>
<p>Jen Doll del Village Voice ha dichiarato che &#8220;<em><strong>la situazione è preoccupante</strong>. Per milioni di anni i granchi non erano in grado di attraversare le gelide acque antartiche, ma ora possono. La flora e la fauna locale stanno già risentendo della presenza di questi animali</em>&#8220;.</p>
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		<title>GLI ALBERI SECOLARI REGISTRANO I FENOMENI DEL CLIMA FINO A 1100 ANNI FA</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 10:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jade_laxolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Climatologia]]></category>
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		<description><![CDATA[I climatologi dell&#8217;International Pacific Research Center dell&#8217; Università delle Hawai a Manoa hanno dimostrato che le registrazioni degli anelli di crescita degli alberi in Nord America delle regioni del Sud-Ovest,<a class="more-link" href="http://www.scienze-blog.it/climatologia/71.html">Continua</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scienze-blog.it/files/2011/05/elnino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72" src="http://www.scienze-blog.it/files/2011/05/elnino-259x300.jpg" alt="" width="259" height="300" /></a>I climatologi dell&#8217;<strong>International Pacific Research Center</strong> dell&#8217; <strong>Università delle Hawai</strong> a Manoa hanno dimostrato che le registrazioni degli <strong>anelli di crescita degli alberi</strong> in Nord America delle regioni del Sud-Ovest, forniscono un monitoraggio naturale e continuo degli ultimi 11 secoli degli eventi <strong>El Niño</strong>, fenomeno climatico ricorrente ogni circa 5 anni nell’<strong>Oceano Pacifico</strong>.<br />
Durante <strong>El Niño</strong>, le temperature insolitamente alte del mare nel <strong>Pacifico orientale</strong> determinano una variazione nella circolazione atmosferica, che causa inverni più umidi nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, e con ciò anche anelli più ampi; per contro temperature più fredde nel <strong>Pacifico orientale </strong>durante <strong>La Niña</strong> determinano anelli più sottili.<br />
“<em>Il nostro studio ha rivelato che sia gli alberi secolari sulle pendici montuose del Sud Ovest degli Stati Uniti sia i coralli del Pacifico tropicale sentono entrambi la &#8216;musica&#8217; di <strong>El Niño</strong></em>”, ha spiegato <strong>Jinbao Li</strong>,  “<em>Le registrazioni dei coralli tuttavia sono brevi mentre quelle degli anelli di accrescimento degli alberi ci forniscono un registro continuo che riesce ad andare a ritroso nel tempo per ben 1100 anni</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><em>di Giada Giupponi</em></p>
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		<title>E&#8217; VERO: PIOVE SEMPRE DI PIU&#8217;</title>
		<link>http://www.scienze-blog.it/news/e-vero-piove-sempre-di-piu.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 16:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jade_laxolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli eventi estremi sono aumentati di tre volte e mezzo dal 1990 ad oggi. Solo vent&#8217;nni fa si consideravano violente le precipitazioni di 40-60 mm al giorno, mentre oggi si<a class="more-link" href="http://www.scienze-blog.it/news/e-vero-piove-sempre-di-piu.html">Continua</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scienze-blog.it/files/2011/05/piove_sempre_piu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-62" src="http://www.scienze-blog.it/files/2011/05/piove_sempre_piu.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Gli eventi estremi sono aumentati di tre volte e mezzo dal 1990 ad oggi.</p>
<p>Solo vent&#8217;nni fa si consideravano violente le <strong>precipitazioni</strong> di 40-60 mm al giorno, mentre oggi si arriva a  200-250 mm al giorno.</p>
<p>Anche gli <strong>eventi metereologici estremi</strong> sono aumentati da uno ogni 3-4 anni di cinquant&#8217;anni fa a uno all&#8217;anno negli ultimi decenni.</p>
<p>Una motivazione è l&#8217;aumento della temperatura del <strong>Mar Mediterraneo</strong> che, soprattutto in estate, ha raggiunto valori mai toccati.</p>
<p>In un <strong>pianeta sempre più caldo</strong> è normale anche che i mesi invernali siano più freddi e pare che l&#8217;Europa del Nord, l&#8217;America settentrionale e l&#8217;Asia orientale avranno inverni ancora più freddi, piovosi e nevosi.</p>
<p>Questo perchè nelle <strong>aree artiche</strong> la temperatura si sta innalzando di circa due volte rispetto al resto della <strong>Terra</strong>, portando a sud i venti freddi che provocano pioggia e neve.</p>
<p style="text-align: right"><em>di Giada Giupponi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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